Torino Film Festival 2008: pronti, partenza.... Dream !
Domani inizierà l'attesissimo Torino Film Festival 2008 e come l'anno scorso noi ci saremo.
Non in maniera continuata, come (ad es.) a Venezia, ma i film più interessanti del festival non ce li perderemo e ve ne parleremo con un paio di brevi resoconti; uno circa a metà festival e uno alla fine.
Il festival inizia domani e finisce sabato 29 novembre.
Come, e probabilmente più dell'anno scorso il festival di Torino, arrivato alla seconda edizione con a capo Nanni Moretti ed Emanuela Martini, propone un numero mostruoso di pellicole da far impazzire appassionati e addetti ai lavori, che passeranno più tempo a segnare sul programma i film da vedere, cercando di incastrarli così da non perderne neanche uno, che in sala ad ammirarli.
Ci saranno ben tre retrospettive complete: 1) Roman Polanski, che sarà grande protagonista del festival con un incontro sabato aperto al pubblico; 2) Jean-Pierre Melville; 3) British Renaissance, il filone del cinema inglese emerso a fine anni '70 e inizio anni '80 che vede gli esordi di grandi registi come Stepher Frears, Ken Loach, Mike Leigh, Peter Greenaway, Terence Davies e tanti altri ancora.
In messo a questi altri omaggi a Ken Jacobs, Kohei Oguri, Stephen Dwoskins, Dennis Potter e agli esordi di registi italiani tra i quali Marco Tullio Giordana e Paolo Virzì.
Dopo le retrospettive le sezioni più interessanti sono quelle fuori concorso dove troviamo film in anteprima italiana già passati ad altri festival; tra i quali diversi film da non perdere. Il concorso rimane territorio enigmatico composto da esordi e sconosciuti.
Torino è un festival in cui ognuno può scegliere tranquillamente i film a seconda dei suoi gusti, vista la quantità incontrollabile di titoli presenti. Noi pensiamo però che tre opere in particolare non possano essere perse: Let the Right One In di Thomas Alfredson, di cui diversi critici e cinebloggers hanno già parlato in termini entusiastici; Hunger di Steve McQueen, vincitore della Camera d'or a Cannes e serissimo candidato al titolo di film del festival; ed infine il film più atteso per il nome del regista che l'ha concepito: Dream, ultima visione del genio assoluto di Kim Ki-duk, per il quale c'è già un grande fermento fra gli appassionati.
Approfittiamo della sua presenza a Torino anche per farvi sapere, per chi non ne fosse a conoscenza, che quest'anno Kim Ki-duk è stato inoltre omaggiato nella maniera forse più nobile possibile.
Il celebre Moma di New York, qualche mese fa, ha dedicato per alcune settimane una mostra e una retrospettiva completa del regista coreano nel suo gigantesco spazio.
Omaggio fatto pochissime volte nella storia del museo ad artisti della settima arte.
Forse, se ce ne fosse bisogno, questa è stata la definitiva consacrazione di Kim che lo fa entrare ufficialmente nell'olimpo dei più grandi registi che la storia del cinema abbia mai avuto.
Postato da: parachimy a 14:15 |
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