La battaglia è iniziata: 10 film x 10 titoli assurdi...
Esasperati dalle continue aberrazioni della distribuzione italiana, dei titoli ignobili, delle date di uscita senza logica, delle multisala che di multi hanno solo quantità e non la varietà, noi di Cineroom, con la collaborazione e la guida dal generale Contenebbia, abbiamo deciso di ribellarci, impugnare le armi (tastiera e mouse) e urlare la mondo quanto questa situazione sia insostenibile.
Se volete (DOVETE) unirvi a noi allora mettete i vostri blog in stato di guerra e date il via, con noi, al primo piano di attacco.
PIANO A, preparazione del campo di battaglia: stesura di post che esaminino uno degli aspetti malsani della distribuzione e della diffusione cinematografica.
PIANO B, utile allarmismo: diffusione dei post che si uniranno nella battaglia a canali di informazione di qualsiasi tipo (soprattutto on-line).
PIANO C, scontro con il nemico: diffusione dei post che si uniranno alla battaglia direttamente nelle caselle postali del nemico, le case di distribuzione.
Unitevi alla battaglia, facciamo sentire la nostra voce, creiamo del sensazionalismo.
La battaglia inizia oggi. Qui. E dal Conte.
WE WANT YOU!
Qui sotto il nostro post di protesta (la locandina del film di Anderson ha una doppia valenza: oltre ad essere uno dei film presi in considerazione, il titolo può essere un avvertimento su quanto potrà succedere se non ci ascolteranno).
Probabilmente mai come quest’anno saremo costretti a sorbirci dei titoli assurdi, dati dalla distribuzione italiana a film provenienti da diverse parti del mondo.
Ne abbiamo scelti 10: dieci film che escono in questi primi mesi della stagione e che, visti tutti insieme vicino alla propria “traduzione”, dovrebbero far vergognare coloro che li distribuiscono per la mancanza di rispetto che hanno dimostrato nei confronti delle opere originali e (perchè no?) degli spettatori.
Già nelle scorse settimane abbiamo dovuto assistere a scandalose traduzioni dei titoli originali.
“Lust, Caution” il film di Ang Lee che ha vinto il Leone d’oro è stato tradotto nello stupido “Lussuria”, andando così a perdere la genialità del titolo originale che ironizzava, preventivamente, con la censura.
Abdel Kechiche, come ha dichiarato, non avrebbe mai voluto che il suo “La graine et le mulet” (che sarebbero: la semola e il cefalo, ingredienti del piatto protagonista del film) diventasse lo sguaiato “Cous Cous” in italiano.
Nelle prossime settimane la situazione non migliora di certo...
Venerdì uscirà “Cassandra’s Dream” di Woody Allen, che da noi sarà “Sogni e delitti”: forse per rimandare alla struttura del titolo di “Crimini e misfatti” (o di “Delitto e castigo”)? O forse è per colpa della mitologica Cassandra, riferimento troppo alto culturalmente per la distribuzione?
L’8 febbraio l’elegante film di Claude Chabrol “La Fille coupeé en deux” diventerà nelle nostre sale l’insostenibile “L’innocenza del peccato”, con il quale si va a perdere la magnifica metafora dell’originale.
La settimana successiva, per andare a vedere l’attesissimo “There Will Be Blood” di Paul Thomas Anderson, ci toccherà chiedere un biglietto per “Il petroliere”; titolo a dir poco imbarazzante, che forse vuol rimandare ai grandi racconti epico-classici dei ’50, rispetto al magnifico titolo originale.
A marzo non verrà risparmiato neanche un regista storico come Sidney Lumet, quando il suo accattivante titolo “Before the Devil Knows You’re Dead" diventerà "Onora il padre e la madre"... no, scusate un attimo, torno a controllare perchè non è possibile.
Probabilmente la stessa settimana uscirà anche “King of California”, atteso film di Mike Cahill con Michael Douglas, per il quale una traduzione letterale poteva essere fatta tranquillamente; invece hanno deciso di chiamarlo “Alla scoperta di Charlie”. Mmm...
Se invece il 14 marzo vedrete che, nella vostra sala di fiducia, è uscito “Un bacio romantico” non pensate che siano scaduti e vi abbiano proposto l’ultima “opera” di Federico Moccia o di Silvio Muccino, in realtà è l’ultimo film di Wong Kar Wai, il cui titolo originale era “My Blueberry Nights”.
Poco appariscente (ma comunque assurdo) il titolo italiano del film di Wes Anderson “The Darjeeling Limited”, che da noi sarà “Il treno per il Darjeeling”: per chi non ha visto il film “The Darjeeling Limited” è il nome scritto sul treno e il titolo (originale) mostrava la centralità del viaggio rispetto alla meta da raggiungere. Inoltre (tanto per rafforzare l’incredulità) ho scoperto che Darjeeling è una cittadina dell’India del nord-est... ecco, qualcuno allora mi può anche spiegare il significato di quel “il” nel titolo italiano? E’ come se scrivessi “Il treno per il New York”. Oltre al danno anche la beffa per questo film.
Arriviamo all’ultimo sconcertante caso: “Things We Lost in the Fire” di Susanne Bier. Magnifico il titolo originale che si collega al passato, al rimosso, al dimenticato o a quello che si è cercato di dimenticare. In italia sarà “Oltre il fuoco”...personalmente credo sia l’apice delle assurdità perchè si mantiene una delle parole del titolo originale, ma inutilmente dato che il senso non è certo più lo stesso.
Rivolgendoci a voi, cari distributori (o cari titolisti, o come diavolo vi chiamate), noi ci chiediamo quale sia il senso di queste scelte assurde: non sappiamo se lo fate per ignoranza, se vi divertite, o se lo fate per cercare di "fregare" il pubblico (facendogli credere di vedere un film al posto di un altro) guadagnando così qualcosa in profitto. Sappiamo di certo, però, che dovreste vergognarvi per questa mancanza di rispetto, fatta sia nei confronti degli autori che in quelli di noi spettatori.
Para e Chimy
P.S.: Nella colonna qui a sinistra trovate un banner creato per l'occasione, chi si unisce nella battaglia (soldati e sostenitori) è libero di metterlo sul proprio blog.
Mobilitazione di massa!
Postato da: parachimy a 14:22 |
link | commenti (172)






